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PERCORSI DI MEDIA EDUCATION

 

L’ingresso prepotente e massiccio delle Information and Communication Technologies(ICT), negli ultimi decenni, ha rivoluzionato la vita quotidiana dei cittadini delle società avanzate, come mai era accaduto prima d’ora nella storia. Le nuove tecnologie sono entrate nelle nostre case e hanno preso possesso delle nostre abitudini quotidiane. Non sono più soltanto strumenti di lavoro o di svago, ma accompagnano ogni azione orientando le scelte, i gusti, la percezione stessa della realtà. Questo cambiamento epocale investe soprattutto le nuove generazioni, che utilizzano dosi massicce di strumenti tecnologici durante l’età evolutiva, quando il corpo e la personalità sono in via di definizione e quindi particolarmente fragili e instabili.

 

SCREEN GENERATION

Il servizio per la pastorale giovanile diocesano non possono che rilevare, dal suo osservatorio privilegiato composto in particolare dai cortili degli oratori, da gruppi di formazione di adolescenti e giovani, come la diffusione capillare di strumenti tecnologici personali, in primis smartphone, abbia modificato non solo gli stili di vita ma anche le condotte comportamentali incidendo profondamente sulle relazioni interpersonali fra coetanei e fra generazioni. Gli adolescenti e i giovani passano molto tempo della propria giornata davanti allo schermo del proprio device, ormai vera e propria appendice del corpo: lo schermo viene eletto a giudice della persona; come nello specchio nella quale si specchia la regina nella favola di Biancaneve il monitor diventa giudice riguardo il consenso che i ragazzi ottengono nel mondo delle proprie relazioni. Ma il mondo che i ragazzi quotidianamente navigano oltre a nascondere insidi e pericoli è un mondo che restituisce a volte immagini ed informazioni false, sempre informazioni e dati che corrono il rischio di essere interpretati in modo distorto.Altro aspetto preoccupante è la correlazione inversa tra tempo passato ad utilizzare devicee la qualità delle relazioni interpersonali. In particolare nei soggetti più deboli e vulnerabili si è evidenziato un aumento del tempo passato in modo solitario e un calo drastico della propria autostima. Un semplice “mi piace” negato, o una propria immagine non condivisa, possono spingere i ragazzi alla frustrazione.

DESTINATARI: classi delle scuole secondarie di primo e secondo grado, gruppi associativi e parrocchiali.

OBIETTIVI: Il percorso avrà come oggetto l’educazione e la promozione della media educationall’interno di un percorso più ampio che vada ad includere la ricerca di sé e l’educazione delle emozioni.

TEMPI E STRUMENTI: Due incontri da due ore ciascuno.