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INCONTRO IN PREPARAZIONE AL SINODO DEI VESCOVI SU GIOVANI, FEDE E DISCERNIMENTO

 

 

 

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SINTESI DELLE RIFLESSIONI EMERSE DAI GRUPPI DI LAVORO 

 

GIOVANI, CHIESA, SOCIETA’

Principali sfide e opportunità

-          I giovani desiderano essere ascoltati, farsi sentire, esprimere sé stessi, anche in modo creativo; essere protagonisti e affermarsi.

-          Hanno l’esigenza di andare al cuore delle cose e di capire il mondo in cui sono immersi, hanno bisogno di andare all’essenziale e di trovare la propria identità

-          Cercano figure di riferimento stabili, accompagnatori significativi

-          La sfida più importante è quella del futuro, che crea molta ansia perché mancano le prospettive. Più che partire dal futuro, che risulta una domanda difficile, si può aiutare i giovani a individuare cosa c’è di buono nella vita che dà un minimo di fiducia e lavorare per sviluppare questa, partendo così da una realtà positiva per andare verso il futuro

 

Cosa chiedono alla Chiesa e alla società

-          I giovani chiedono luoghi che a cui si sentano di appartenere, cercano modelli e testimoni autentici a cui ispirarsi e con cui confrontarsi, che testimonino con la vita la bellezza della fede cristiana; cercano relazioni significative e autentiche, nella libertà

-          Chiedono di essere aiutati a sviluppare un pensiero critico

-          Chiedono di essere cercati e valorizzati come persone

 

Come e dove incontrare i giovani  che non frequentano i gruppi ecclesiali

-          Bisogna partire dai loro interessi

-          Bisogna favorire la loro partecipazione, coinvolgendoli nelle decisioni, dando loro responsabilità.

-          Bisogna creare occasioni di incontro, di conoscenza e condivisione, partendo da ciò che li coinvolge (sport, teatro, musica, volontariato, web)

 

Come ascoltare la protesta dei  giovani verso le istituzioni e trasformarla in collaborazione?

-          I giovani non si riconoscono nelle strutture istituzionali, avvertono una distanza. Bisogna cercare di coinvolgerli, formandoli e informandoli, coinvolgendoli, perché questa distanza non diventi un alibi per il non impegno.

 

 

PASTORALE VOCAZIONALE

-          Il punto di partenza per un accompagnamento vocazionale è la vicinanza, l’ascolto, l’incoraggiamento, la valorizzazione del buono che ciascun ragazzo ha e che a volte non riesce o non vuole riconoscere.

-          Bisogna aiutarli a sentire che possono essere in grado di prendere in mano la propria vita e di fare scelte per il futuro.

-          Spesso nei giovani si riscontra una bassa autostima. Bisogna aiutarli a diventare consapevoli delle loro potenzialità, coinvolgendoli e responsabilizzandoli. Il punto di partenza sono inevitabilmente  le loro  attitudini; da qui si crea la relazione per andare poi in profondità con l’ascolto delle cose positive, ma anche delle difficoltà

-          Servono inoltre comunità significative, con adulti che possano essere testimoni di speranza, capaci di mostrare con la propria vita la fiducia.

Quali azioni pastorali risultano più efficaci?

-          L’appartenenza a un gruppo è molto importate per i giovani, hanno bisogno di fare un cammino di fede comune, hanno bisogno di una comunità. All’intero del gruppo però è poi importante che l’educatore crei un legame personale con ciascun ragazzo, che forse ora è un elemento debole. Il ragazzo deve sentire che l’educatore per lui c’è e che gli vuole bene. Da qui nasce la possibilità di una cura personale per iniziare un cammino personale più profondo

-          Le attività concrete, come il servizio, sono esperienze concrete che li valorizzano. All’interno di queste esperienze bisogna trovare il tempo di accompagnare i ragazzi in maniera personale. Un esempio concreto è quello del coinvolgimento nel servizio come catechisti, che li porta ad interrogarsi sulla loro fede personale

-          E’ necessaria un’esperienza sempre più integrale e completa dell’esperienza della fede e un accompagnamento per affrontare e verificare il tema della vocazione. La Diocesi deve offrire questa possibilità, così come i singoli cammini associativi e parrocchiali

-          Il ruolo dei sacerdoti e dei parroci è centrale, ma anche gli adulti che hanno una solidità di fede e una capacità relazionale e attrattiva è fondamentale

-          Le comunità dovrebbero essere più stimolare alla preghiera e all’attenzione per il discernimento vocazionale

-          Abbiamo esperienze efficaci (es. attività teatrale nelle parrocchie), ma sembra che il cammino vocazionale sia qualcosa di staccato. Sono attività che sicuramente aiutano la crescita umana, magari anche spirituale, ma spesso non c’è l’attenzione all’accompagnamento personale

-          Star coi giovani può essere anche semplice. La cosa importate è sapere dove li vogliamo portare

 

L’ACCOMPAGNAMENTO DEI GIOVANI

-          I giovani oggi partono da un registro emotivo, ciò che li muove sono i sentimenti e le emozioni. Bisogna aiutarli a capire che oltre ai sentimenti e le emozioni è importate anche l’intelligenza, la ragione e la volontà

-          Bisogna aiutarli a fare luce in loro stessi, educarli al silenzio e alla capacità di riflettere, partendo da dove sono, dai loro sentimenti, per aprire un nuovo cammino che possa mettere ordine nella loro interiorità

-          E’ necessario investire tempo per accompagnare ogni singolo giovane. Bisogna passare del tempo con loro, creare occasioni di condivisione di vita, anche concreta. Creare un rapporto e un contatto umano

-          C’è una ricerca di autenticità nelle relazioni umane; perciò è fondamentale la prossimità per accompagnarli lungo il cammino con il dialogo e la condivisione

-          La condivisione della nostra esperienza è fondamentale: se noi siamo stati accompagnati, possiamo condividere l’importanza di questa esperienza di accompagnamento e accompagnare noi stessi i giovani

-          L’accompagnatore è colui che si mette in cammino con il giovane per fare insieme a lui un tratto di strada e aiutarlo a comprendere quale sia la strada giusta. E’ colui che è in grado di aiutare il ragazzo ad affrontare le sue inquietudini e le sue ferite, aiutandolo a trovare la strada per le risposte, di cui hanno un gran bisogno. Si pongono domande fondamentali, come “chi sono io? Perché esisto?”

-          L’accompagnamento è raggiungere i ragazzi là dove sono. La cosa importante è esserci, andare a cercarli, per aiutarli a trovare in loro la voglia di infinito.

-          Per accompagnare i ragazzi è necessario creare occasioni di incontro e di dialogo, standogli accanto senza avere la presunzione di insegnare

 

 

 

 

 

 

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Mons. Lino Pizzi invita educatori, operatori pastorali, sacerdoti e religiosi a partecipare all`incontro di sabato 24 giugno per dare il nostro contributo diocesano al Sinodo dei Vescovi sui giovani.

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Prima dell`incontro, chiediamo ai partecipanti di prendere visione del documento preparatprop

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