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Perché … non è  un’iniziativa, ma è piuttosto un’occasione. E’ un’opportunità consegnata nelle mani dei giovani,  chiamati a viverlacon responsabilità e a costruirla a loro misura. Si tratta di uno spazio serio, aperto alla partecipazione di tutti (non da spettatori muti ma da interlocutori privilegiati), ricco di incontri, foriero di progetti (credibili) per la nostra Chiesa e il nostro territorio.

Perché … si vuole offrire veri spazi di protagonismo, di cittadinanza e di espressione ai giovani sulle tematiche e sugli snodi più delicati del nostro tempo. Il Biennio vuole quindi essere non un momento per giovani ... ma un  percorso dei giovani.

Perché ... lo stile è di casa. Lo stile del confronto scevro dalla necessità di ricevere o fornire risposte preconfezionate su temi che oggi sono di tutti: la famiglia, l`affettività, la politica, lo studio, il lavoro, la fede, i valori; lo stile del dialogo maturo con le istituzioni, le più importanti agenzie educative, la Chiesa; lo stile del silenzio che si fa ascolto perché emerga l’essenziale (e il vero), perché trapeli ciò che i giovani pensano e sperano non da disillusi ma da uomini di speranza, sfatando il mito del disinteresse e del disimpegno che non costituiscono una prerogativa giovanile.

Perché ... è una scommessa, perché mette insieme esperienze e carismi diversi non con lo spirito della semplice comunicazione ma con l’aspirazione della condivisione di idee, obiettivi, tempi e strumenti. L’esperienza del Biennio dei giovani vuole essere una palestra per sperimentare la strada della comunione, impegnativa ma profonda perché supera la logica della somma e accoglie quella della sintesi che moltiplica il valore dei singoli contributi.

Perché ... è un laboratorio che si modella sulle esigenze di chi si mette in gioco partecipanto attivamente, di chi si mette in discussione e si rinnova; perché guida al cuore delle cose e tenta di farne emergere il senso; perché è un cammino che non rimane estraneo alla vita ma si mescola con questa predicando la speranza non come attesa vuota ma come sentimento che muove.

C’è dunque più di una ragione per guardare al Biennio dei Giovani come ad una di quelle occasioni da non lasciarsi sfuggire, da accogliere con entusiasmo, da vivere da protagonisti scommettendoci sul serio.